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venerdì 12 maggio 2017

Nota stampa e report video della giornata del 13 aprile a Roma presso il MISE su tavolo decisorio "Energas"

Nota stampa e report video della giornata del 13 aprile a Roma presso il MISE su tavolo decisorio "#Energas"

Il meetup #Manfredonia in Movimento Amici di Beppe #Grillo ha partecipato al presidio di Cittadinanza Attiva il giorno 13 aprile 2017 presso la sede del MISE a Roma. La conferenza dei servizi decisoria è stata prorogata, allentando l'angoscia dei giorni precedenti che proiettava noi attivisti già in una piccola  Little Big Horn sipontina, impotenti mentre si veniva annientati dalla multinazionale petrolifera. Cosi non è stato. Le motivazioni sono state cosi pregne che verrà riaperta l'istruttoria del CTR ossia dei Vigili del Fuoco a riguardo il rischio di incidenti rilevanti e idoneità del porto Alti Fondali, che è classificato come commerciale e non avrebbe a oggi uno studio di rischio calibrato sul progetto dell'Energas. Il referendum cittadino che prevedeva la Seveso III ora diventerebbe una chiave di volta imprenscindibile perchè anche le navi gassiere, documentazione ministeriale Energas alla mano, sono soggette a incidenti di tipo "catastofico".  Ci domandiamo come tale svista procedurale sia passata sotto gli occhi dell'Autorità Portuale di Manfredonia.

A questa prima osservazione si aggiungono altre due sulle zone buffer della zona ZPS che sarebbero coinvolte nel tracciato del gasdotto a terra, altro segno che il progetto sarebbe obsoleto e la intricata questione urbanistica dei "territori abitati" in quanto la zona D43 non sarebbe ancora ascrivibile in questa definizione e quindi il deposito sarebbe soggetto a presentazione di valutazione di Piano Paesaggistico. Nella prima istanza di deposito rifutata nel 1999 la valutazione negativa sul Piano Paesaggistico fu determinante per impedire la venuta del deposito.

Rimaniamo in attesa del verbale ufficiale della conferenza dei servizi e ricordiamo che si riaprirà, secondo le indicazioni ministeriali, una finestra di 30 giorni per produrre documentazione tecnica aggiuntiva.
Cari cittadini di Manfredonia rimanete vigili e vigilanti


A questa prima osservazione si aggiungono altre due sulle zone buffer della zona ZPS che sarebbero coinvolte nel tracciato del gasdotto a terra, altro segno che il progetto sarebbe obsoleto e la intricata questione urbanistica dei "territori abitati" in quanto la zona D43 non sarebbe ancora ascrivibile in questa definizione e quindi il deposito sarebbe soggetto a presentazione di valutazione di Piano Paesaggistico. Nella prima istanza di deposito rifutata nel 1999 la valutazione negativa sul Piano Paesaggistico fu determinante per impedire la venuta del deposito.



Rimaniamo in attesa del verbale ufficiale della conferenza dei servizi e ricordiamo che si riaprirà, secondo le indicazioni ministeriali, una finestra di 30 giorni per produrre documentazione tecnica aggiuntiva.
Cari cittadini di Manfredonia rimanete vigili e vigilanti


link video esclusivo alle dichairazioni del sindaco Riccardi: https://www.youtube.com/watch?v=u4jcF-_hbfg

link video attivisti Manfredonia in Movimento e altri al MISE
nota stampa: Manfredonia: l'obsolescenza del Porto Alti Fondali

La banchina 5 del Porto Alti Fondali di Manfredonia, il famoso porto dello scandalo politico dei NASTRI D'ORO, è stata destinata secondo il faraonico progetto di deposito glp dell'energas Q8 come approdo delle navi gassiere oceaniche. Secondo la documentazione saranno circa 42 navi l'anno ad attraccare al molo ripreso dal video. Quel molo è stato costruito secondo le norme sismiche del 1978 e giace nella condizione di degrado e obsolescenza ben visibili in video. La protezione catodica è nulla (il trasbordo di gas produce accumulo di energia statica che può innescarsi) e diversi centimetri di spessore del cemento armato nella parte inferiore e sul lato esposto ad est sono stati erosi dal mare. Il ferro presenta ruggine.
La domanda è: come hanno fatto i Vigili del Fuoco a considerarlo un approdo sicuro anche secondo la normativa Seveso?
Ricordiamo inoltre che l'area di mare adiacente ad est è stata dichiarata parte integrante dell'area SIN (Sito Interesse Nazionale) che non è stato ancora bonificato dall'inquinamento prodotto dall'Anic/Enichem, come è visibilie sull'Atlante Italiano dei Disastri Ambientali ( http://atlanteitaliano.cdca.it/conflitto/petrolchimico-enichem-di-manfredonia )


Qui il videohttps://www.youtube.com/watch?v=wnW6NQGG7rI&feature=youtu.be

sabato 7 gennaio 2017

Straordinariamente Neve


 Oggi l'ASE Manfredonia ha sospeso il servizio di raccolta della differenziata (carta) per le avverse condizioni climatiche ma ha predisposto una apertura straordinaria al pomeriggio (in cui è noto aumentare il disagio sulle strade per riduzione delle temperature) dedicata soprattutto alle utenze "deboli" che, omen nomen, già hanno problemi di gestione aumentati dalla neve. I mezzi pubblici non possono circolare però si chiede a migliaia di cittadini di convergere in un sol punto in una stretta finestra oraria, con i mezzi propri...

Ma le municipalizzate non nascono con il compito di semplificare la vita al cittadino medio? 

giovedì 3 novembre 2016

#NoEnergas in #freestyle dal Collettivo Metropolitano di Roma



#NOENERGAS
Freestyle del Collettivo Metropolitano Roma

Sulla tematica ENERGAS
semplicemente io posso dirti
che io voglio un ambiente pulito, non dirty
E che hey sporco 
quando faccio rime
sono come un orco
arrivo faccio brutto
Quest'ambiente sempre più degradato
la terra ormai è in lutto
bisogna rispettare come me in galleria
bisogna rispettare ogni tipo di energia
e non voler guadagnare
bisogna solamente stare bene e rispettare
l'ambiente
altrimenti la gente
non ci sta più dentro
e non sente 
il bisogno di adattarsi
bisogna stare attenti, scaltri.

Come con la faccenda petrolifera
e altre mille faccende
io dico che siamo qui 
non a fare merende
neanche propagande
si estende 
questo modo di pensare
compare
bisogna farlo in maniera maniacale
altrimenti qui la terra va a picco
non importa all'ambiente quanto tu sia ricco

Se sei uno sceicco puoi comprarti una petroliera
io invece sto qui a farmi un rum e pera
tutta la sera
con questa gente 
divertente
W l'ambiente!
SEMPRE!


venerdì 21 ottobre 2016

Lettera Aperta di Manfredonia in Movimento a Lino Banfi su Energas


Ciao Lino,
siamo un gruppo di cittadini che da anni si attiva per lottare per il bene del proprio territorio, per il proprio paese: Manfredonia.
Ti scriviamo questa lettera da un luogo tanto meraviglioso quanto martoriato dalla cattiva politica e dagli interessi di pochi: Manfredonia.Ti scriviamo per metterti a conoscenza di realtà di cui, come hai scritto ieri su Facebook, non hai consapevolezza; ed è solo per questo che ancora crediamo nel tua amore verso la nostra terra, la tua terra: la Puglia.

La realtà è che da oltre due anni noi, come molti altri cittadini, ci diamo da fare per contrastare il progetto che Energas S.p.a./Q8 vuole realizzare qui a Manfredonia. E i motivi per farlo sono tanti e tutti di eguale importanza e abbiamo deciso di esporteli partendo dalla localizzazione del progetto del mega deposito di gpl.

Comune di Manfredonia –località S. Spiriticchio, è una zona SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zona di Protezione Speciale); questo significa essere un’area di forte interesse per la conservazione degli habitat e delle specie animali, con particolare riferimento agli uccelli nel caso della ZPS. Basti pensare che a pochi km di didtanza c’è l’Oasi Lago Salso, zona umida del Parco Nazionale del Gargano, dove sono presenti 242 specie di uccelli, di cui ben 60 nidificanti e grazie a progetti finanziati dall’Unione Europea questo ambiente rimane salvaguardato; pensa, caro Lino, che si dice che la cicogna è tornata a nidificare nel comune di Manfredonia dopo ben 500 anni grazie alla salvaguardia di quest’area ed a progetti di salvaguardia della fauna selvatica.

Beh caro sign. Banfi, se i 12 bomboloni di capacità di 60 mila m3 di gpl dovessero essere istallati tutto questo sparirebbe.
Come sparirebbe anche il mare , o almeno così come noi lo conosciamo. Ci sarebbe uno specchio d’acqua senza vita. Le navi che trasportano il gas, infatti, per permettere il passaggio del gpl dallo stato liquido a quello gassoso (ed andare, così nei gasdotti), preleverebbero costantemente acqua dal mare e la rigetterebbero clorata e a temperatura di circa 0°C, in un perfetto ciclo perenne di morte. Questo, significherebbe, niente più ecosistema marino, e quindi niente più pesca, niente più acqua cristallina, niente più bagni da maggio a settembre onde evitare rischi di malattie. TUTTO QUESTO NELLA CITTA' CHE HA ACCOLTO L'INFANZIA DI LUCIO DALLA

Se consideriamo l’aspetto puramente economico anche qui la lista non è breve. Basti pensare alla morte del turismo nel nostro territorio, non solo quello meramente balneare, ma anche quello naturalistico (ricordiamo che siamo ai piedi del Parco Nazionale del Gargano) e quello storico-culturale. Ebbene sì, perché chi più vorrà venire da noi a passare qualche giorno di tranquillità sapendo che ha sotto i piedi una bomba ad orologeria? Lei verrebbe caro Lino?


E se parliamo di economia dovremmo anche dire che qui di soldi ne sono stati spesi tanti, fin troppi, visto i risultati ottenuti. A Menfredonia più e più volte si è cercato il rilancio mediante l’industrializzazione e questa, più e più volte, è fallita miseramente. Basti pensare allo scoppio dell’Enichem e alla fuoriuscita di arsenico, alla megamulta ricevuta dall’Europa con il Contratto d’Aria, la chiusura della Sangalli Vetro, tutte esperienze fallimentari di cui, nel primo e ultimo caso elencato, contiamo ancora oggi i morti.


C’è un però da sottolineare, in quelle industrie sì che si sono creati posti di lavoro…con il progetto dell’Energas, invece, solo 30 saranno i lavoratori dipendenti. Inoltre il gpl verrà portato via lungo le principali reti stradali e ferroviarie; le stesse che ogni giorno centinaia di persone percorrono per recarsi a lavoro.


Riteniamo che il nostro territorio, come tutta la Puglia in genere, potrebbe vivere di solo turismo e le uniche fonti di energia potrebbe essere quelle rinnovabili e, invece, oggi come in passato, continuiamo a lottare contro i grandi poteri del fossile. 

Sì, sign. Banfi, perché il gpl non è energia pulita, come afferma nel suo spot, ma deriva da fonti fossili e quindi è 

 tutt'altro che pulita!
tutt'altro che rispettosa dell’ambiente!!
ormai nel 2016 altamente superata!!!

Dati del comitato di indagine per la green economy evidenziano come 1 miliardo di euro investito in fonti fossili porta solo 500 posti di lavoro, mentre, nel caso delle energie rinnovabili (ad es. l’efficentamento energetico degli edifici) porta oltre 15.000 posti di lavoro.

Ultimo elemento chiarificatore riguarda puramente la pubblicità che hai girato. Sicuramente saprai che va in onda per neppure un mese, fino al 12 novembre 2016. Sai il perché? Perché il 13 novembre prossimo, a Manfredonia, ci saranno le votazioni referendarie in cui i cittadini potranno esprimere la propria volontà in merito al volere o meno la realizzazione di questo progetto che, ad oggi, conta ben 43 prescrizioni.

Questo è l’ennesimo tentativo dell’Energas di “comprare” i cittadini manfredoniani, come fece il Natale scorso regalando panettoni o qualche mese addietro sponsorizzando il Manfredonia Calcio promettendo, si dice, la serie A. 


DO YOU REMEMBER LONGOBARDA?

Beh caro Lino tu sei pugliese come noi e come noi sai quanto possiamo essere, a volte, ottusi o facilmente corruttibili per una semplice promessa di un pezzo di pane, ma siamo anche gente fiera di appartenere a questa terra del Sud tanto, secondo alcuni, maledetta quanto, diciamo noi, benedetta dalle ricchezze della natura e della storia.

Con queste parole ti salutiamo ricordandoti, come hai sempre detto dentro e fuori il set <<una parola è troppa e due sono poche>>, ricordandoti che molti tuoi colleghi hanno preferito non firmare contratti che potessero anteporre il bene di pochi a quello di molti, pur essendo all’apice della carriera.





mercoledì 5 ottobre 2016

L'insostenibile leggerezza del Referendum (#noenergas)


Oggi ci si trova ulteriormente costretti ad esprimere un punto di vista in merito alla vicenda EnerGas e al referendum consultivo dedicato per evidenziare le distorsioni che si sono fino ad ora adoperate per rendere la realtà fonte di immaginazione, staccandola da una concreta visione di atteggiamenti e azioni portate avanti negli anni. 
Abbiamo sempre creduto nella forza della Verità e nella ViVacità d’espressione, dando voce a tutti i cittadini, indistintamente, organizzando comitati di salvaguardia o coordinamenti di tutela del territorio, ma a nulla di ciò è servito a far emergere la gravità della questione dal primo cittadino, che continuava a ribadire la “falsità della notizia” e invocava la strumentalizzazione politica, forse perché in scadenza del suo primo mandato.

 Manfredonia non ha bisogno di salvatori last minute o di coupon spendibili al primo consiglio utile: a nulla serve schierarsi contro il progetto del mega deposito avanzato da EnerGas-Q8, se poi le parole non vengono supportate dai fatti che ancor oggi latitano. Noi non ci fidiamo, non ci siamo mai fidati e soprattutto non emergono azioni rilevanti che ci facciano riconsiderare le nostre posizioni.
GLI ULTIMI VENT’ANNI per Manfredonia 
sono stati caratterizzati da lotte sociali, 
traguardi economici mal conseguiti e 
ricadute sanitarie IMMENSE. 
Ora si continua a usare la semantica per distrarre e indurre in errore le masse. Nel caso specifico il popolo deve solamente dire Si o No, senza essere informato sulle ricadute territoriali e sulle dinamiche sociali di una qualsiasi sua risposta. Le seguenti critiche sono da leggere in chiave costruttiva e finalizzate ad una concertazione di intenti e utili ad individuare la soluzione per cacciare questo nuovo incubo. 
Prima riporteremo il quesito referendario:
 “Ai fini della tutela di interessi fondamentali della comunità, volete voi che il Comune di Manfredonia, si esprima a favore della realizzazione, sul proprio territorio, di un progetto di deposito costiero di Gpl a rischio di incidente rilevante, presentato dalla società EnerGas Spa, costituita da dodici serbatoi di capacità complessiva di 60.000 mc e delle opere funzionalmente connesse?”
Le opzioni sono SI o NO.
 I cittadini saranno liberi di scegliere? NO, affatto, il contrario: questo referendum elimina l’azione popolare, come vincolante nel merito della decisione di istallazione del deposito EnerGas, in più conferisce al Comune il ruolo di decisore finale, attraverso una possibile espressione “non favorevole” nei riguardi della società napoletana. Ma il Comune di Manfredonia non si era già espresso all’unanimità nella seduta Consigliare del 17.09.2015, dichiarandosi apertamente a favore del No, con delibera n. 28?
Repetita juvat? Basta non citare le leggi Seveso II e III, per trovare la quadra? Sicuri, infine, che dicitura “opere funzionalmente connesse” non sia ambigua? Non si poteva elencare il protocollo della pratica ministeriale per ovviare a zone d’ombra?
Ammettere che il Si o il No vincolino il Comune ad agire nei riguardi di EnerGas è come affermare che un marito deve chiedere alla moglie se può usare il bagno di casa: la domanda non sarà vincolante ai fini dell’uso, ma solamente ai fini del momento storico (potrebbe essere occupato). 
Ricordiamo che l’Europa in risposta ad una interrogazione riguardante l’annosa vicenda EnerGas, per violazione delle direttive 79/409/CEE (uccelli) e 92/43/CEE (habitat) enunciò: “[…] autorità nazionali competenti danno il loro accordo su tale piano o progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l’integrità del sito in causa e, se del caso, previo parere dell’opinione pubblica” (prescrizioni di cui all’art.6 paragrafo 3 della direttiva 92/43/CEE). […]” Come spiegare, oggi, ai cittadini interpellati sul Referendum che non si sia lavorato in questo verso?

IL PARADOSSO DEL REFERENDUM: 
Vincendo il No il Comune si sentirà in dovere di non esprimersi favorevolmente, come, già, fece con la delibera n. 28, che non sortì alcun vantaggio. E cosa pensate possa cambiare? Nulla! TUTTAVIA IL RISULTATO SAREBBE ANALOGO SE A VINCERE FOSSE IL SI. Ci chiediamo come farebbe infatti il Comune di Manfredonia ad esprimersi “a favore dei 60.000.000 di litri di Gpl e delle opere funzionalmente connesse”, se sotto il profilo più generale delle nuove norme adottate in materia di sismicità (DM 14/1/2008) si evince grave carenza di dati per quel che riguarda la subsidenza e la liquefazione in caso di terremoti, avvalorate dallo studio portato avanti dal dipartimento di scienze della terra e geo ambientali di Bari, a cura dei professori Tiggiani, Refice, Capolongo, Bovenga e Caldara.
 A conferma di ciò la diffida inoltrata dal portavoce Luigi Di Maio*: come farebbe il Comune di Manfredonia ad “esprimere una valutazione veritiera se il livello della progettazione presentata nello studio di impatto ambientale, dato il rilevantissimo impatto del progetto sull’ambiente circostante, è risultato ampiamente insoddisfacente, dal momento che non è stato possibile, per le autorità preposte, valutare aspetti rilevanti di incidenza?"

Lo stato della procedura: dal consiglio comunale non è emerso chiaramente che il NOF del CTR della Regione Puglia (Emiliano 
GRANDISSIMO ASSENTE) è stato posto in essere e chiunque può controllare quanta informazione ci sia stata su questo iter da parte delle istituzioni e dei partiti locali; i cittadini potrebbero domandarsi i motivi per i quali non si sia dettagliatamente informata la comunità sull'insediamento a noto rischio rilevante, avendo il CTR Puglia rilasciato consenso con prescrizioni. Ricordiamo che l’assessore Giannini non ha risposto all’interrogazione in Regione sul rischio sismico e idrogeologico pertinenti al progetto. Se questo è l’impegno di Emiliano…

unica arma ancora in mano è la 

MOBILITAZIONE POPOLARE DI PIAZZA


Il Comune sa benissimo che se volesse non avrebbe bisogno di nessun Referendum, ma solamente della propria AUTONOMIA o di un po’ più di responsabilità!
Va ricordato infine che secondo quanto enunciato nella convenzione di Aahrus, il governo di un popolo deve, prima ancora di intessere rapporti con società o altro, informare i propri cittadini sulle ricadute, oltre che ambientali, anche sociali. Spiegarne i motivi e far comprendere le scelte. Essere, insomma, come un buon padre di famiglia, che tenta sempre di porre i cari in una situazione di sicurezza. Pensiamo, alla luce di quanto accaduto, che l’affair EnerGas abbia volutamente interessato i pochi e di contro visto insorgere i malumori dei molti. 
Ci chiediamo, allora, a cosa serva aver partorito un quesito del genere, nonostante ci siano state sempre, da parte nostra, volontà a screditarne l’uso. Chiediamo, allora, di rinunciare a questo Referendum.
 Il quesito referendario è impugnabile, lo 
sanno tutti, anche i bomboloni!

giovedì 7 luglio 2016

[Video Playlist] #Noenergas Q8 Ecomostro a Manfredonia


L'intera playlist sugli ultimi 2 anni di documentazione sull'Energas a Manfredonia sono raccolti in questa PLAYLIST

Vertici A.S.E: La partita sarà decisa ai rigori?

 Fuori un altro e avanti il prossimo, fino a scadenza! A Manfredonia è saltata l’ennesima poltrona, questa volta dell’ A.S.E., la municipalizzata della raccolta e smaltimento rifiuti, la “monnezza” per usare un termine vintage. La sostituzione ricorda il cambio di Conte a favore di Zaza ad un minuto dallo scadere dei tempi supplementari: investire di una grande responsabilità un nuovo player fresco fresco. Fuori De Feudis, dentro Carbone. Molto probabilmente la velocità nella scelta è da attribuire al nuovo assetto consiliare: il vecchio carro U.D.C. è riuscito a riemergere ritrovandosi al fianco del Primo Cittadino. Sembrerebbe quasi un’onda lunga di provenienza campana, da li Mastella è resuscitato, forse anche qui da noi Lazzaro rules. Il cambio di vertice dell’A.S.E. rimanda il pensiero all’assessorato all’ambiente, posto superhot a rischio d’ustione di terzo grado, ancora vacante e in delega al Primo Cittadino da mesi. La continuità manca proprio li dove servirebbe competenza maggiore rispetto alla media e programmazione di qualità. Non sono accettabili le parole del Primo Cittadino quando paventa una certa “ continuità aziendale” perchè vengono subito in mente i successi nella gestione dei rifiuti della zona turistica di Siponto, dell’area perimetrale al mercato settimanale, del degrado delle spiagge pulite da cittadini volenterosi, dei cittadini ignari di essere registrati mentre vengono consegnati loro i mastelli… Questa continuità imposta, calata dall’alto, senza un’apertura alla società civile, agli enti di ricerca, alle Università, non porterà mai a concretizzare una visione olistica del problema adottando un giusto metodo. Manfredonia non ha bisogno né di fiori nè di opere di bene. “Lagna stagna” dice l’economista Dipak Pant. La rinascita non può prescindere dal cambiare certi riti di nomina ormai in via di rottamazione culturale. Servono etica e merito, tecnicità, professionalità, propensione maggiore al confronto e non questo ripetersi di riti da prima Repubblica.
Noi crediamo nella buona volontà del nuovo amministratore e per questo suggeriamo Suggeriamo al dott. Carbone di innescare un vero cambiamento a partire dalla trasparenza. Per esempio l’A.S.E. potrebbe:
1) informare i cittadini di Manfredonia riguardo ai rifiuti conferiti dalla base Militare di Amendola e conseguenti costi e ricavi per il bilancio della città;
2) informare in maniera dettagliata circa i costi di logistica che il Comune affronta indifferentemente se la filiera dei rifiuti risulti chiusa o, come pensiamo, ancora aperta;
3) coinvolgere la comunità di Manfredonia sulle reali funzioni dell’impianto di selezione e quello FORSU, perché come lui stesso afferma “..portano risorse economiche all’azienda e, di riflesso, a tutta la città”;
4) spiegare come mai il completamento del piano di raccolta differenziata porta a porta sia ancora incompleto nonostante siano state sostenute spese cospicue di cui i cittadini faticano a comprenderne l’urgenza;
5) informare sull’avanzamento dei lavori dell’impianto di depurazione per la zona industriale, da portare a compimento;
6) informare sul piano di potenziamento del verde pubblico, per assicurare il degno decoro alla città.
La città attende delle risposte.
Nota stampa Manfredonia in Movimento


Il curioso caso di Benjamin ‘Energas’ Button


Benjamin Button è un personaggio letterario e cinematografico creato da Francis Scott Fitzgerald. Benjamin ha la particolarità di nascere novantenne e poi di ringiovanire man mano nel corso della vita mentre gli altri, come natura vuole, invecchiano. Energas si affaccia nel Golfo di Manfredonia nei lontani anni 1996/1998: si chiamava ancora Isosar, c’eraGaetano Prencipe sindaco, Manfredonia sperava di far decollare il porto industriale anche senza nastri d’oro e i pc funzionavano con i floppy disk. Il progetto del megadeposito era il medesimo, tecnicamente, di quello che ora si vuol far passare come il futuro lavorativo di tanti sipontini. Tuttavia Il progetto del megadeposito era un dinosauro nel concept già nel 1998, solo che gli studi internazionali prevedevano in Italia un ampio sviluppo nell’uso del gpl e il business di questa energia fossile sembrava molto appetibile. La prima autorizzazione ministeriale è un fax di una paginetta scritto con caratteri che ora sono scomparsi forse dalle librerie dei font tipografici: erano gli anni Novanta in fondo e c’erano a disposizione i miliardi di lire del Contratto D’Area. Serviva un luogo e dopo diverse ipotesi la soluzione venne dal Parco del Gargano che lo ritagliò dai suoi confini, riducendoli quel tanto basta per non dare dell’occhio agli ignari manfredoniani, ma non all’Europa, che infatti multò la Regione Puglia di circa 500.000 euro perché Santo Spiriticchio era stata già definita zona SIC e ZPS nell’ambito di Natura2000: importante per la flora e per fauna tipiche delle nostre zone.
E’ tutto passato: l’amministrazione Prencipe ha lasciato spazio al decennio di Campo e al primo mandato Riccardi (tutti figli del centrosinistra); la buona congiuntura economica del gpl è un grafico in rapida discesa; gli italiani non comprano molte auto a gpl anzi non comprano e basta; il porto industriale è bisognoso di un controllo e di una nuova protezione catodica (il gpl è molto “sensibile” alla energia statica, dicono i Vigili del Fuoco).
Sono rimaste due cose di quei tempi ormai remoti: dei permessi datati Isosar (con i quali Energas ha fatto leva nei ministeri e in regione Puglia e cercò di zittire l’intero consiglio comunale monotematico del 17 settembre 2015) e l’infrazione europea: secondo l’assessorato alla Pianificazione Territoriale della Regione Puglia istallare il megadeposito potrebbe aprire un nuovo procedimento disciplinare europeo perchè interferirebbe “con quanto attuato per risolvere la condanna inflitta allo Stato italiano dalla Corte di Giustizia Europea con Sentenza della Corte 20 settembre 2007”. La sanzione non è un condono di fatto. Non si può cioè essere condannati e continuare a fare quello che si era progettato. E’ uno stop categorico.
Il megadeposito sembra diventare sempre più “giovane” come progetto e “moderno” anche se ha quasi vent’anni. In termini di tecnologia e progettazione è come se oggi progettassimo le strade per carrozze e cavalli anziché per le automobili. Perché allora il lifting sta funzionando? La risposta è nelle parole di Karl Popper o di Karol Wojtyla sulla responsabilità sociale dei mezzi di comunicazione di massa, dal momento che spesso e volentieri la comunicazione delle informazioni da parte dei media (e aggiungiamo delle istituzioni) non è NEUTRALE. Quando occorre creare opinione e fidelizzare chi sta dall’altra parte purtroppo si sorvola sugli aspetti etici costitutivi del medium medesimo. L’informazione da parte di alcune istituzioni territoriali e di alcuni giornali a grande diffusione sul megadeposito sono a oggi ANCORA carenti e fuorvianti. Eppure un intero consiglio comunale è stato “vessato” legalmente affinché non discutesse la questione. Quale valore ha l’informazione senza par condicio? Intere colonne con il miraggio di un nuovo sviluppo economico senza contraddittorio. Inoltre ancor oggi molti rappresentanti delle istituzioni non si sono espressi anche se chiamati in causa personalmente. Diversi non avrebbero firmato la petizione ostativa Seveso III che da un anno è stata promossa da diverse realtà associative oltre che da alcune forze politiche.
Senza la trasparenza e la responsabilità sociale di chi dovrebbe informare e tutelare Manfredonia come si fa allora a dichiarare che il referendum sull’ Isosar/Energas-Q8 è un maturo frutto democratico? Il referendum è un mezzo potentissimo per scegliere e sarebbe anche vincolante stando alle normative Seveso II e Seveso III. Ma si può scegliere fra alternative che sono differenti ma ugualmente vantaggiose. Ancor oggi il vantaggio di installare un megadeposito, forse il più grande d’Europa, in una zona sismica e a rischio idrogeologico, con una base NATO vicinissima…sfugge. A parte dei dolci natalizi e la promessa velata di una Longobardia in serie A ai CITTADINI DI MANFREDONIA sfugge il vero motivo per cui questo deposito s’avrebbe da fare. Non può esserci un referendum se la scelta è fra lo diventare una bandierina sullo scacchiere internazionale della multinazionale del petrolio Q8 (con tutti i rischi che il gpl porta) oppure difendere il diritto alla salute e allo sviluppo sostenibile che una mala politica ha fin ora NEGATO al Gargano.
E’ molto facile far sembrare oro una proposta vecchia di vent’anni e che già nacque vecchia per i tempi quando non si è mai pensato a sviluppare il territorio. Energas sarebbe la quinta stella nera industriale dopo Anic, Porto Alti Fondali, Contratto D’Area e Manfredonia Vetro. A noi attivisti di Manfredonia in Movimento le stelle piacciono lucenti come il sole, non picee e obscure come la notte in cui tutte le vacche possono sembrare buone.

#ManfredoniaPulita&Civile MAPPA INTERATTIVA

futuro?

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LE CINQUE STELLE NERE DELL'INDUSTRIA A MANFREDONIA

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Energas: qualche piccolo problema...

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NO alla riforma del SENATO

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2016 a Palermo

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